Come la tecnologia moderna sta salvando le antiche tombe di Luxor | Conservazione digitale

Come la tecnologia moderna sta salvando le antiche tombe di Luxor

Dagli scanner laser al georadar: come la tecnologia non invasiva sta documentando, proteggendo e preservando virtualmente il fragile patrimonio di Luxor per le generazioni future.

3D laser scanner capturing details inside an ancient Egyptian tomb
Scansione LiDAR all’interno di una tomba sulla sponda ovest di Luxor — la cattura di milioni di punti dato crea un gemello digitale con precisione millimetrica.

In passato, esplorare queste tombe significava usare picconi, pennelli e non poche congetture. Oggi, quello stesso ricercatore è più probabile che utilizzi uno scanner laser o osservi immagini radar su un laptop. Gli strumenti sono cambiati radicalmente, così come ciò che i ricercatori sono in grado di fare.

L’innalzamento della falda acquifera, i danni salini all’intonaco dipinto, l’umidità portata dai visitatori e il trascorrere del tempo minacciano tutti questi monumenti. Questa urgenza ha portato a un nuovo approccio nel loro studio: documentare tutto senza danneggiare nulla.

Dai picconi ai pixel: breve storia dell’egittologia a Luxor

All’inizio dell’Ottocento, gli studiosi al seguito di Napoleone iniziarono a disegnare le rovine di Tebe, basandosi solo su ciò che potevano vedere e toccare. Le loro documentazioni erano impressionanti per l’epoca, ma spesso incomplete e talvolta errate. Quando Howard Carter aprì la tomba di Tutankhamon nel 1922, documentò tutto con grande cura, stabilendo un nuovo standard. Il suo lavoro restava però limitato a ciò che si poteva vedere e fotografare.

Un cambiamento fondamentale avvenne quando i ricercatori compresero che scavare un sito lo trasforma per sempre: una volta portato alla luce un reperto, il suo contesto è perduto. Questo cambio di mentalità — dal semplice ritrovamento di reperti alla loro reale comprensione — ha portato all’uso di tecnologie moderne che permettono uno studio meno invasivo. Oggi questo approccio definisce il modo in cui gli egittologi lavorano a Luxor.

Scansione laser 3D e LiDAR: mappare ogni millimetro

Una delle tecnologie più importanti utilizzate nelle tombe di Luxor è il LiDAR (Light Detection and Ranging). Questa tecnologia impiega scanner laser 3D portatili che emettono impulsi luminosi e misurano il tempo impiegato da ciascun impulso per tornare indietro. È in grado di raccogliere fino a 100 milioni di punti dato per ogni metro quadrato, creando un modello digitale dettagliato dell’interno di una tomba che cattura ogni solco, crepa e segno di scalpello.

Grazie a questa tecnologia è stata realizzata una replica della camera funeraria di Tutankhamon. La replica include dettagli come schegge di intonaco e persino macchie di muffa provenienti dall’antico intonaco un tempo umido. I visitatori possono ora esplorare la tomba senza danneggiare il fragile originale, che risulta così protetto dall’afflusso di visitatori. I ricercatori intendono utilizzare la stessa tecnologia per altri siti a rischio sulla sponda ovest di Luxor. Stanno inoltre valutando la possibilità di riassemblare virtualmente tombe come quella di Seti I, i cui frammenti sono dispersi in musei di tutto il mondo.

Georadar: vedere attraverso la sabbia

Nessuna tecnologia ha suscitato più entusiasmo a Luxor del georadar (GPR). Questo strumento invia impulsi elettromagnetici nel terreno e ne misura i segnali di ritorno, creando una mappa di camere, passaggi e vuoti nascosti senza disturbare il suolo.

Nel 2015, gli archeologi hanno scansionato con il radar la tomba di Tutankhamon, nella speranza di trovare una camera nascosta. L’idea era nata dall’egittologo britannico Nicholas Reeves, secondo cui la regina Nefertiti potrebbe essere sepolta in una stanza segreta dietro le pareti. I risultati non furono conclusivi, ma le ricerche proseguirono. Un team del Politecnico di Torino ha pianificato una nuova indagine tramite tomografia — lo stesso metodo usato negli esami medici — insieme alla magnetometria, che misura i campi magnetici sotterranei per individuare anomalie.

Il georadar ha già individuato diversi siti promettenti nella Valle dei Re, dove potrebbero ancora nascondersi tombe non scoperte. Ciò dimostra che persino una delle aree più esplorate al mondo custodisce ancora segreti.

TAC e raggi X: guardare dentro le mummie

I ricercatori possono ora studiare le mummie senza svolgerle. Utilizzano la tomografia computerizzata (TAC), la stessa tecnologia impiegata negli ospedali, per guardare dentro le mummie ancora fasciate. Questo metodo fornisce agli egittologi informazioni dettagliate su età, stato di salute, alimentazione, struttura ossea e causa di morte di una mummia, senza alcun contatto fisico. Le mummie ritrovate nei pressi di Luxor sono state studiate in questo modo, fornendo dati che i metodi invasivi non avrebbero mai potuto raccogliere.

Un esempio notevole di analisi non invasiva è l’antico alluce protesico ritrovato nella necropoli di Sheikh Abd el-Qurna, sulla sponda ovest di Luxor. Attraverso microscopia, raggi X e tomografia computerizzata, i ricercatori hanno scoperto che questa protesi in legno era stata adattata più volte nel corso della vita del suo proprietario, rendendola una delle più antiche protesi funzionanti mai identificate. Non è stato necessario alcun taglio né trattamento chimico — solo luce e dati.

Epigrafia digitale: preservare i geroglifici prima che svaniscano

Le pareti delle tombe di Luxor custodiscono alcune delle iscrizioni dipinte più dettagliate mai create dall’uomo. Preservarle è urgente. L’epigrafia digitale, ossia la registrazione accurata di questi testi, è migliorata grazie a strumenti come la Reflectance Transformation Imaging (RTI). L’RTI fotografa gli oggetti sotto diverse angolazioni di luce, rivelando dettagli non visibili a occhio nudo. L’imaging multispettrale aiuta invece a far emergere iscrizioni sbiadite o coperte, catturando lunghezze d’onda della luce che non possiamo vedere.

L’Epigraphic Survey dell’Università di Chicago, con sede a Chicago House a Luxor, documenta le iscrizioni egizie da oltre cent’anni, seguendo un processo rigoroso che combina fotografia, disegno a mano e revisione da parte di esperti. Oggi gli strumenti digitali potenziano questo lavoro, permettendo ai ricercatori di confrontare migliaia di iscrizioni contemporaneamente in ampi database condivisi. Gli egittologi lo definiscono una vera svolta per la loro disciplina.

Per saperne di più sulla lettura di questi antichi testi, consulta la nostra guida ai geroglifici dell’antico Egitto.

Droni, realtà aumentata e cosa ci aspetta

La tecnologia dei droni ha trasformato profondamente l’archeologia a Luxor. Droni dotati di fotocamere ad alta risoluzione sorvolano la Necropoli Tebana, scattando migliaia di foto aeree che vengono poi combinate per creare modelli 3D dettagliati tramite un metodo chiamato fotogrammetria. Questi modelli permettono a ricercatori e pubblico di esplorare virtualmente le tombe, mettendone in risalto l’impressionante architettura e i danni causati dalle alluvioni desertiche e da anni di erosione. I rilievi aerei aiutano inoltre i team a individuare pozzi tombali sconosciuti e a pianificare meglio gli scavi.

Gli strumenti di realtà aumentata e virtuale stanno ulteriormente potenziando gli sforzi di conservazione. I ricercatori stanno creando repliche digitali di interi complessi tombali, mostrando il loro aspetto al momento della sigillatura originaria, con colori vividi e iscrizioni nitide. Queste repliche coinvolgono il pubblico e allo stesso tempo aiutano i ricercatori a mettere alla prova ipotesi su riti, decorazioni e spazi, senza disturbare i siti reali.

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Scritto da

Explore Luxor Editorial Team

Un collettivo di scrittori di viaggio, storici ed esperti locali con sede a Luxor, impegnati a condividere storie autentiche dal cuore dell’Egitto.